Il nocciolo è una pianta coltivata in Italia fin dal tempo dei primi romani: molti autori latini se ne occuparono: Catone, Plinio ed i poeti georgici, tra i quali Virgilio, lo cantarono come l'albero prediletto dai pastori, che l'invocavano a testimone e protettore dei loro amori.
I romani chiamarono il nocciuolo corylus dal greco corus (elmo), perché la forma dell'involucro o cupola che avvolge il frutto assomiglia ad un elmo. Mentre il termine Avellana potrebbe derivare dall'antica città di Abellina dell'Asia Minore per altri da Avella (Avellino) in Campania, che è da considerare la più antica sede di coltivazione del nocciolo in Italia.
Nei tempi passati il nocciolo era utilizzato come simbolo e per riti magici.
Il caduceo di Mercurio era formato da un bastone di nocciolo con attorcigliati due serpenti. Per gli antichi era simbolo di pace e di riconciliazione e i Romani ne facevano torce da accendere il giorno delle nozze come augurio agli sposi. La bacchetta magica degli stregoni era di nocciolo così come quella dei cercatori di sorgenti.
Il nocciolo è una pianta molto diffusa nella zona del Mediterraneo, predilige la collina e si può trovare fino a 1600 metri di altitudine. Le piante arrivano ad un altezza di 5 anche 7 metri, hanno una chioma ampia e portamento arbustivo.
Il nocciolo è una specie monoica con fiori maschili e femminili separati ma presenti sulla stessa pianta. I fiori maschili sono chiamati amenti, i fiori femminili sono detti glomeruli.
La nocciola è un frutto indeiscente (che non si apre da solo giunto a maturità) dotato di un involucro erbaceo detto cupola, che si secca quando la nocciola è matura e permette la caduta a terra per la raccolta.
Le piantine di nocciolo biologico hanno le stesse caratteristiche delle piantine di nocciolo convenzionali. La differenza sta nel metodo di coltivazione ovvero nei prodotti che vengono utilizzati per concimare e fertilizzare le piante, sia quelle in vivaio sia le piante madri da cui vengono prelevati i polloni.
Il metodo di coltivazione biologico garantisce di produrre piantine e frutti con sostanze e processi naturali limitando l'impatto ambientale.
Con l'acquisto delle nostre piante avrai la sicurezza della tracciabilità, perché seguiamo tutte le fasi della produzione: dalla scelta della pianta madre, prelevamento dei polloni, messa a dimora in vivaio, fino alla spedizione finale!
Il nostro vivaio è presente nel registro Ufficiale degli operatori professionali.
Numero Registrazione: Ruop IT- 12-1076 centro aziendale VT/01
Il bando mette a disposizione un milione di euro per chi vuol iniziare a fare agricoltura biologica e nove milioni per il mantenimento del metodo. La Regione Lazio ha aperto il bando per sostenere l'introduzione e il mantenimento dell'agricoltura biologica per il 2022. Il bando, attivato sulla misura 11 del Psr metterà a disposizione dieci milioni di euro che saranno divisi tra due operazioni.
Al bando possono partecipare tutti gli agricoltori singoli o associati del Lazio, che stiano già coltivando in biologico o che vogliano farlo. Chi riceverà i contributi dovrà impegnarsi a mantenere il metodo biologico per almeno due anni su tutta la superficie aziendale.
Il bando offre un contributo ad ettaro a seconda della coltura. Per chi vuole iniziare la coltivazione biologica (operazione 11.1.1) i contributi sono di 800 euro ad ettaro per nocciolo, vite da tavola e da vino, pesco, susino, melo, pero, agrumi.
I contributi sono cumulabili a quelli dei bandi per i pagamenti agroambientali, per i pagamenti compensativi in zone montane e per i contributi per il benessere animale.
Per maggiori informazioni e dettagli si rimanda alla pagina dedicata e al testo completo del bando.
Fonte: Regione Lazio